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La FIV e la Vela

Fra tutti gli sport, la vela esercita da sempre un grande fascino e possiede una forza di immagine forse impareggiabile. L'avventura, la sfida e il rapporto con gli elementi naturali, il talento antico del marinaio, il moderno apporto di tecnologie, la progettazione, il lavoro di squadra o l'impresa solitaria, il grande risultato sportivo: sono tutte immagini riconducibili alla vela. Navigare è una necessità, veleggiare è un punto di arrivo, il successo agonistico nello sport della vela è uno dei punti di arrivo più ambiti di migliaia di atleti in tutto il mondo. La vela è sport ricco di tradizioni e storia, anche in Italia. Nella sua moderna evoluzione, lo yachting è cresciuto fino ad abbracciare discipline a volte assai diverse tra loro: dalle elevate prestazioni fisiche e tecniche del winsdurf, dei catamarani e delle derive olimpiche, alle dure imprese oceaniche, al gioco di squadra di una regata d'altura, fino alla mega-vela della Coppa America e alle sfide del Match Race. Uno sport che coinvolge milioni di appassionati in tutto il mondo, gestito da una Federazione Internazionale (ISAF) che ha favorito il suo sviluppo in tutti i continenti, rappresentato in Italia dalla Federazione Italiana Vela, membro del CONI. La FIV è divisa in 15 Zone regionali, conta circa 630 società affiliate e 450 scuole vela, per un totale di 85.000 tesserati nel 2006. Sulla spinta dei successi di pubblico delle recenti sfide di Coppa America di Azzurra, Il Moro di Venezia, Luna Rossa e Mascalzone Latino, e delle medaglie olimpiche della vela ad Atlanta 1996, Sydney 2000 e Atene 2004, è cresciuta la popolarità e si sono affermati personaggi come Paul Cayard, Francesco de Angelis, Alessandra Sensini, Luca Devoti, che oggi rappresentano esempi e riferimenti per molti giovani.

Una breve storia FIV

La FIV compie 80 anni il 13 aprile 2007. I primi club velici italiani, tra Liguria, laghi del nord, Napoli e Trieste, e lungo le coste tirreniche e sulle isole maggiori, si segnalano alla fine del 1800. Le prime regole di regata arrivano dall’Inghilterra e dalla Francia, e riguardano le formule di stazza. Tra fine ottocento e primi del 1900 c’è un grande sviluppo della vela: nuovi club, nuove barche, nuovi personaggi. Nascono i primi monotipi e le classi a restrizione: si sente la necessità di un ente nazionale di coordinamento di queste attività. Nel 1913 nasce a Genova l’Unione Nazionale della Marina da Diporto, una prima sorta di punto di riferimento per lo yachting italiano. Poi è la volta della Reale Federazione Italiana della Vela che nasce ufficialmente il 13 aprile del 1927, su indicazione del CONI che utilizza allo scopo il Reale Yacht Club Italiano a Genova. Da queste origini la spiegazione al perché la sede della FIV è ancora oggi a Genova. Il primo presidente della RFIV è Luigi Amedeo di Savoia Dica degli Abruzzi, dal 1927 al 1933. Dal 1933 al 1941 tocca al barone Alberto Fassini Camossi, e dal 1941 al 1945 al capitano Antonio N. Cosulich. A Firenze nel novembre del 1946 nasce l’USVI, Unione delle Società Veliche Italiane, di cui è presidente fino al 1956 il marchese Paolo Pallavicino. Dal 1957 al 1964 il presidente è Beppe Croce (che diventerà anche presidente della federvela internazionale). Il 5 dicembre del 1964 l’USVI adotta l’attuale denominazione di Federazione Italiana Vela, membro del CONI e dell’IYRU (il vecchio nome dell’attuale ISAF). Croce ne resta presidente fino al 1980. Dal 1981 al 1988 è presidente Carlo Rolandi. Dal 1989 la FIV è presieduta da Sergio Gaibisso.

La FIV attuale

Le strutture formative della FIV e il suo esclusivo sistema di scuola vela e istruttori qualificati iscritti a un albo, sono la garanzie di ingresso per oltre 30.000 giovani nello sport velico ogni anno. La vela è uno sport estremamente vario, perché innumerevoli sono le tipologie di imbarcazioni. Si va dalle piccole derive giovanili, barche di 2-3 metri per una sola persona di equipaggio, alle derive più grandi e tecniche che sono anche classi olimpiche, alle barche con chiglia fissa, per passare poi ai cabinati d’altura che danno vita a regate costiere o d’altomare, tra imbarcazioni identiche (monotipi) o diverse (con tempi compensati in base a calcoli delle rispettive stazze), fino alle grandi barche per la navigazioni oceaniche, in solitario o in equipaggio. L’universo della vela comprende anche i multiscafi (catamarani e trimarani), i windsurf, il kitesurf, o grandi eventi come le famose regate su percorsi d’altomare (il fastnet, la Sydney-Hobart), i circuiti professionistici del Match Race (la specialità con il duello tra due sole barche), che esprime nella sua dimensione massima la competizione velica e sportiva più antica e celebre, la Coppa America. Per quanto concerne la Vela Olimpica, l’Italia è al 12° posto del medagliere olimpico della vela. Il promo oro azzurro risale ai Giochi del 1936 a Kiel (Germania), con l’8 metri “Italia” timonato da Giovanni Leone Reggio. Il secondo oro è del 1952 a Helsinki con Agostino Straulino e Nico Rode nella classe Star. Nelle ultime tre edizioni ha raccolto un oro (Alessandra Sensini), un argento (Luca Devoti) e due bronzi (Alessandra Sensini). Nel 2003 ha conquistato il titolo mondiale della classe olimpica 470 con Gabrio Zandonà e Andrea Trani, che ha replicato il risultato del 1986 di Tommaso ed Enrico Chieffi.

Non solo sport

La FIV come ente di riferimento della disciplina velica in Italia e organo dell’ISAF (International Sailing Federation), non si occupa solo di vela sportiva: nei programmi e nelle attività federali grande attenzione è riservata alla promozione, specie rivolta ai giovani (nel 2007 è stato lanciato il progetto “velAscuola”, iniziativa nazionale nel campo didattico per l’inserimento della vela nelle scuole), anche attraverso la partecipazione ai saloni nautici e a grandi eventi con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla vela. Sempre tra gli obiettivi FIV c’è anche la formazione, il settore del “diporto” e le attività oceaniche. L’impegno della FIV nella formazione è molto rilevante ed investe non solo la preparazione tecnica degli equipaggi ed atleti per le regate, ma anche la formazione dei tecnici, istruttori, allenatori, Ufficiali di Regata ai vari livelli di istruzione, con percorsi formativi in stretta correlazione con il quadro di riferimento della UE, accreditato in tema di formazione sportiva ed in piena collaborazione con le strutture delle Scuola Centrale dello Sport del CONI. L’Italia è uno dei paesi leader del movimento della vela d’altura (regate in tempo compensato o monotipi d’altura), sia per numero di imbarcazioni (L’UVAI è la più numerosa associazione europea del settore) che per capacità organizzative (a Capri, Punta Ala, Porto Cervo, solo per citare le località principali) si svolgono annualmente campionati mondiali ed europei. Anche i risultati sono conseguenti: negli ultimi 10 anni l’Italia ha conquistato l’Admiral’s Cup (1985) e vinto oltre 20 titoli mondiali nelle varie categorie dell’altomare. Infine per la Vela Oceanica, l’Italia si è affermata grazie soprattutto alle imprese del navigatore Giovanni Soldini, vincitore del giro del mondo in solitario a tappe e attualmente impegnato nel circuito dei trimarani oceanici. Altri nomi e imprese hanno contribuito a destare l’interesse per questo tipo di vela: Simone Bianchetti, Pasquale De Gregorio, Vittorio Malingri, e recentemente i numerosi skipper impegnati nella traversata atlantica con i Mini lunghi appena 6 metri e mezzo. Da non dimenticare le varie partecipazioni italiane al giro del mondo in equipaggio, fin dalla prima edizione (Giorgio Falck, Doi Malingri, Eric Pascoli), fino all’ultima partecipazione (Brooksfield, con Guido Maisto e Mauro Pelaschier), e recentemente Andrea Caracci (mini 650) e Franco Manzoli. Dal neo-appassionato anche giovanissimo, fino al campione olimpico, la FIV è la casa di tutti i velisti italiani.