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Il commento dei tecnici federali Marcello Turchi e Beppe Devoti alla guida della squadra azzurra. "Abbiamo studiato il campo di regata per 4 giorni e il vento non è mai stato lo stesso, con una forte corrente, decisiva per i risultati di ogni prova. Le prime regate si sono svolte in condizioni perturbate con venti da sud, il secondo giorno abbiamo avuto vento forte, il terzo bonaccia assoluta con i ragazzi a mollo per 5ore. Poi con le regate del campionato a squadre le condizioni si sono stabilizzate e così il vento: bel tempo, vento da nord-nordest 3-6 metri al secondo e una corrente che ha fatto letteralmente impazzire un po' tutti. Le condizioni erano complessivamente difficili: nulla in questo campo di regata è stato mai certo. All'inizio abbiamo sofferto un po' il vento forte e dei nostri solo Luca, al suo terzo mondiale, ha capito che nelle prime regate era importante stare nei primi 10, senza spingere troppo. Quando le condizioni sono diventate un po' più italiane, anche il resto della squadra è andato meglio con piazzamenti di Cavallini e Milan. Le variazioni di vento e della corrente creavano situazioni diverse da un giorno all'altro o da una regata all'altra. Non c'era altro da fare che addattarsi alla situazione del momento. Le partenze si sono rivelate particolarmente importanti, bisognava staccare bene la partenza, essere liberi. Non è facile ottenere piazzamenti costanti, soprattutto in queste condizioni così mutevoli. Anche psicologicamente non è facile per un ragazzo di quell'età essere lì, per tutto il campionato senza mollare mai. Luca è saltato primo in classifica generale solo il penultimo giorno e questo gli ha creato tensione solo alla fine. Giuseppe e io abbiamo cercato di impostare un lavoro univoco, ogni sera facevamo delle riunioni (che i ragazzi odiano!) di circa mezzora, a volte meno, per discutere delle prove del giorno, affrontare aspetti particolari della regata e comunque ritrovarci ongi srra insieme, come squadra. In alcune di queste riunioni abbiamo cercato di approfondire le andature di lasco e poppa visto che inizialmente in queste andature perdevamo sempre qualcosa, e poi considerando che il percorso di questo mondiale aveva i lati di lasco e poppa lunghi quanto la bolina, diventava importante giocarseli bene. La nostra si è rivelata una buona squadra: giovane, se riuscirà a qualificarsi per il mondiale anche l'anno prossimo può funzionare. A questo mondiale si è visto un aumento generalizzato del livello. Oggi tutti hanno la barca migliore, le vele migliori, l'albero migliore, tutti hanno un mezzo uguale, e alla fine quello che contab davvero è il ragazzino che c'è sopra! |