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Il presidente onorario Carlo Rolandi

Sfogliando la rivista Yachting, pubblicata a Genova nel 1946 per poco più di un anno, troviamo all'ottavo posto del primo campionato Star del dopoguerra, un giovane equipaggio napoletano: Roberto Ciappa e Carlo Rolandi. Un ottavo posto può sembrare un risultato modesto su quattordici concorrenti. Ma chi c'era davanti a loro in classifica? Ricordiamo tra gli altri Agostino Straulino, Dario Salata, Tito Nordio e Ubaldo Fondi, tutti timonieri già noti prima del campionato. Rolandi, nato il 2 luglio 1926, era praticamente un allievo alle prime regate, anche se precedentemente aveva avuto un Dinghy 12 piedi, e lo stesso si poteva dire di Roberto Ciappa anche lui giovanissimo.

Era iniziato un sodalizio che raccoglierà meritati successi. Sempre i due ragazzi napoletani sono, l'anno dopo al campionato d'Europa organizzato a Napoli, secondi con Libellula, dietro a una coppia di campioni: Tito Nordio e Nicolò Rode. Un altro secondo posto al campionato europeo del 1955 a Livorno. Quelle delle Star non erano regate facili. Ciappa e Rolandi avevano per avversari numerosi timonieri di eccezionale bravura nel firmamento delle Star degli anni Cinquanta: gli italiani Agostino Straulino, Tito Nordio, Dario Salata e, prima di passare ai Dragoni, Antonio Cosentino, i portoghesi Duarte Bello e Joaquim de Mascarenha Fiuza, gli americani Robert Lippincott e Lowel North, il cubano Carlos de Cardenas e il bahamense Durward Knowles. Lo spazio per vincere, o soltanto per classificarsi bene, non era molto. Ma quanti insegnamenti sui triangoli di gara per Ciappa e Rolandi che con i Caprice non mancavano all'appuntamento.

I risultati non si fanno attendere. Ciappa e Rolandi vincono il campionato italiano nel 1957, poi Rolandi passa al timone e con Alfonso Marino vince quattro titoli italiani dal 1961 al 1965 e quello europeo del 1965 a Mohammedia (Marocco). A questi titoli bisogna aggiungere quello di Francia e di Germania e cinque Coppa Nordio un Event dell'International Star Class Yacht Racing Association (ISCYRA).

Per Rolandi vi sono altre due grandi soddisfazioni. La prima è quella di diventare prodiere di Straulino con il quale vincerà l'europeo a Fedala (Marocco) nel 1959 e si classificherà quarto all'Olimpiade di Napoli nel 1960. La seconda è di essere, già nel 1948, a soli ventidue anni, nella squadra olimpica di Torquay come riserva. Lo sarà ancora nel 1956 a Melbourne, nel 1964 a Tokyo e nel 1968 ad Acapulco.

Carlo Rolandi, per le sue doti di organizzatore e di savoir faire, assume cariche nei circoli napoletani, dapprima consigliere e dal 1972 al 1976 presidente del Circolo Canottieri Napoli, e nell'ISCYRA dove dal 1987 è membro dell'organo direttivo della classe, l'Interna-tional Governing Committee, e dal 1993 al 1998 è Rear Commodore e membro del Judiciary Board. Ma anche a Genova apprezzano le capacità di Rolandi e nel 1987 è nominato vicepresidente dello Yacht Club Italiano. Una carica che era stata anche di Beppe Croce e del marchese Paolo Pallavicino, due nomi storici della vela italiana.   

Arrivare nel Consiglio della Federazione Italiana Vela è questione di tempo. Nel 1977, dopo aver fatto parte della Commissione Allievi (1968-1972) e di quella Altomare (1973-1977) rientra nel Consiglio, era già stato consigliere dal 1965 al 1969, e Beppe Croce lo nominerà vicepresidente.

Se sui campi di gara con Ciappa e Straulino e poi come timoniere aveva appreso per ben quindici anni l'arte di vincere le regate, in Federazione con Croce apprenderà quella di dirigente non solo nazionale ma anche internazionale. Quando nel 1981, Beppe Croce decide di non ripresentarsi candidato il suo successore è, con una votazione quasi plebiscitaria, l'87 per cento di voti, Carlo Rolandi. Nella storica assemblea federale di Santa Margherita Ligure, 28-29 marzo 1981, si chiudeva un era che aveva visto Croce al timone dell'USVI e della FIV dal lontano 1948, prima come segretario generale e dal 1957 come presidente. A Santa Marghe-rita "nascono" due presidenti: Rolandi della Federazione eletto dai delegati e Croce presidente onorario. Un applauso corale di tutti i presenti in piedi sancisce la nomina proposta da Rolandi.

Gli otto anni da presidente sono una esperienza entusiasmante. Conosce la vita federale, non per nulla è stato vicepresidente, e sa di poter contare su una buona squadra. Ma sa anche che deve essere presente il più possibile a Genova. Il presidente, per una abitudine data da Croce e favorita dallo stare la Federazione nella sede dello Yacht Club Italiano al porticciolo duca degli Abruzzi, doveva essere quasi tutti i giorni al suo tavolo di lavoro. Rolandi capisce questo "obbligo" non scritto ma diventato una consuetudine, quasi una tradizione. Divide così il suo tempo tra Napoli e Genova, dove per non avere problemi logistici affitta un appartamento. È diventato genovese per mentalità? No, perché se c'era qualcosa con cui arricchire la sua esperienza e che poteva venire da Genova l'aveva già appresa da vicepresidente con Croce presidente.

Nel corso della sua presidenza ottiene dai suoi velisti risultati positivi, dall'Olimpiade ai campionati del mondo ed europei. Un bilancio attivo.

Oggi a distanza di anni, nel 1989 cedeva il timone a un suo vicepresidente Sergio Gaibisso e veniva nominato presidente onorario, si può meglio valutare l'opera di Rolandi da presidente della FIV. È stato il "traghettatore" che ha portato la Federazione, con alcune remore del passato, ma aperta a recepire e a risolvere i problemi contingenti del momento, a un organismo più corrispondente sia alle esigenze degli anni in cui doveva operare sia perché il mondo, anche quello seppur piccolo della vela, stava cambiando, anzi in parte lo era già. Doveva traghettare con diplomazia e competenza la Federazione da Croce a Gaibisso, assicurando nello stesso tempo una continuità di stile.

Alle cariche in seno alla Federazione e a quelle nell'ISCYRA, di cui abbiamo già detto, si sono aggiunte quelle dapprima nell'IYRU e oggi nell'ISAF. Facilitato da una perfetta conoscenza dell'inglese e con una spiccata simpatia per il mondo anglosassone non è stato difficile per Rolandi, di cui tutti conoscevano il suo passato di velista attivo e di dirigente, essere nominato in commissioni di prestigio e di far parte del Comitato Permanente.

Dell'attività del massimo organismo internazionale della vela ha dato, e continua a farlo, periodicamente informazioni sulla pubblicazione federale non mancando, quando necessario, di criticare decisioni o proposte che ritiene negative per lo sviluppo della vela.

Un primo riconoscimento dall'IYRU gli pervenne nel 1995 quando, nel corso della premiazione del mondiale Star a Laredo (Spagna) gli venne consegnata la Medaglia d'oro dell'IYRU, riconoscimento per il contributo dato allo sviluppo dell'IYRU in maniera determinante. In Italia riceve dal CONI la Stella d'oro al merito sportivo quale riconoscimento del suo contributo dirigenziale allo sport della vela e la medaglia di argento al valore atletico per i risultati conseguiti al timone della sua Star Caprice.

Nel 1997 ha ricevuto il premio Beppe Croce, un trofeo annuale istituito dall'ISAF su proposta della FIV in ricordo del primo presidente dell'IYRU, un italiano, che interrompeva la tradizione dei presidenti inglesi. Questo riconoscimento viene concesso a chi ha offerto volontariamente uno straordinario contributo allo sviluppo dello sport della vela nel mondo. Nell'al-bo d'oro del Premio è in buona compagnia con velisti come re Olav V di Norvegia, Paul Elv-ström, Olin Stephens e Juan Carlos di Spagna.

Ovviamente, l'assegnare il riconoscimento a Rolandi non e stata una giubilazione. Anche se non partecipa più alle regate come concorrente - la sua tifosa più appassionata è stata la moglie Laura e i figli Gigi, campione italiano nel 1969 con Pippo Dalla Vecchia, e Adele che ricordiamo in un cartoncino per gli auguri natalizi dove i ragazzi sono fotografati su un Flying Junior - continua a ricoprire cariche internazionali e, come presidente onorario della FIV, è presente alle riunioni del Consiglio federale. Nel caldo mese di luglio di quest'anno dal presidente Gaibisso ha avuto una delega per coordinare la pubblicazione di questo libro che riassume quasi centocinquanta anni di attività della vela italiana, dove la Federazione, di ieri e di oggi, è presente per settanta anni.

Altri, amici napoletani per esempio, avrebbero potuto scrivere questo "ritratto" di Carlo Rolandi e avendo con lui un rapporto più continuo raccontare qualche particolare episodio della sua vita, rendendolo più vivace. Ma un piccolo aneddoto da raccontare lo abbiamo anche noi.

Nel 1961 al campionato italiano delle Star, Rolandi era stato privato del titolo conseguito in mare dopo una regata di spareggio fra tre concorrenti a pari punti dopo cinque prove. Motivo: nell'ultima prova del campionato un concorrente venne squalificato per aver ceduto il timone al prodiere; protesta presentata in ritardo e dopo che lo spareggio aveva avuto luogo!

Ritenevamo, sia lui che era il diretto interessato sia noi che seguivamo il campionato, la decisione della giuria sbagliata. I loro nomi, a distanza di tempo, sono irrilevanti. Mentre Rolandi ricorreva al Judiciary Board dell'ISCYRA pensammo di pubblicare su Yachting Italiano un articolo sull'argomento. Rolandi mise a disposizione tutti gli atti, ma c'era il timore, essendo un argomento giuridico, di sbagliare. Non restava che far rivedere per la parte legale l'articolo. Lo facemmo a Genova con Carlo Rolandi e Pino Perrone Capano, l'avvocato, in uno dei bar, allora di moda, di Capurro in piazza De Ferrari. L'America diede ragione a Rolandi e noi grazie a lui facemmo un piccolo scoop. ( Franco Belloni )