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Rivoluzione Alinghi Auckland, 21 marzo 2003. Sir Thomas Lipton, Barone Bich, Raul Gardini, ma anche Patrizio Bertelli e persino Larry Ellison: ora sapete come si fa. Ispirazione, miliardi e la fortuna di trovarsi nel momento giusto, e l'enfant-prodige Ernesto Bertarelli ha scritto una bella pagina di sport che è già storia. Previsto, evocato, temuto e rinviato solo dai capricci del golfo di Hauraki, un clamoroso ribaltone ha infine squassato il mastodontico mondo dell'America's Cup. Il trofeo di mille sogni e incubi prende l'aereo e atterra in Europa: la sfida svizzera di Alinghi ha vinto, la nuova casa della Coppa è a Ginevra, nelle sale della Società Nautica, in riva al Lago Lemano, sotto una corona di montagne innevate. Un trionfo annunciato, che appartiene già al passato: pochi istanti dopo la regata del 5-0 per Alinghi, secondo un copione consolidato, il commodoro del club vincitore, Pierre-Yves Firmenich, ha ricevuto formalmente la prima sfida ufficiale alla "sua" Coppa America: viene dagli USA, dal Golden Gate Yacht Club di San Francisco, che rappresenta il consorzio Oracle BMW guidato da Larry Ellison, il magnate del software che quest'anno si è fermato alla finale della Louis Vuitton Cup. Oracle sarà dunque il Challenger of Record, e negozierà per conto di tutti i futuri sfidanti le nuove regole della competizione. Bertarelli ed Ellison si preparano a cambiare la Coppa America: e già martedi prossimo 4 marzo ad Auckland, annunceranno le prime novità. Sullo sfondo di una Auckland ventosa e grigia, con l'amato e "leale" Team New Zealand al mesto rientro a terra tra pochi intimi, è dura provare a seguire il filo degli eventi. Un nome risuona su tutti: Sir Russell Coutts. L'ex oro olimpico di Los Angeles 1984 è il vero uomo-Coppamerica del terzo millennio. Ha vinto 5-0 nel 1995, è stato il primo defender a conservare il trofeo nel 2000 contro Prada (altro 5-0), è divenuto ieri - secondo un progetto preciso come una macchina del tempo elvetica - il primo a portare questa simbolica "brocca" nel vecchio continente. Obiouvsly 5-0. Difficile immaginare come un giorno qualcuno possa scalzarlo da lassù. Col senno di poi strappare la Coppa ai kiwi si è rivelato un gioco da ragazzi: impietoso il confronto in acqua nella regolarissima regata finale, con Alinghi più veloce, l'equipaggio più preparato, i fuoriclasse più ispirati. Un match senza storia, con la forza da una parte sola, e la giovane nidiata dell'ex guru Tom Schnakemberg dignitosamente alla deriva. Dove va ora la Coppa? Paradossalmente la sfida di San Francisco allontana le trepide (e un po' infantili) speranze italiane. Anche ieri annunci e candidature: La Spezia e l'Elba con decisione, Napoli tra le polemiche (i verdi insorgono contro Bagnoli), l'Adriatico in sogno. Ma l'ipotesi Portogallo (Cascais) pare sempre più probabile. Come quella di una nuova barca, più grande: oltre 30 metri per provare a strappare la Coppa agli svizzeri. Ne vedremo delle belle. |