1850 - 1910 1911 - 1927 1928 - 1937 1948 - 1957 1958 - 1967 1968 - 1977 1978 - 1987 1988 - 1997
1988 - 1997

I due quadrienni dall'89 al '96 e la nuova presidenza FIV con Sergio Gaibisso

I Giochi Olimpici del 1988, 1992 e 1996

Le vittorie azzurre dall'89 al ‘97

La partecipazione all'Admiral'Cup e la vittoria della squadra italiana nel 1995

Vela d'Altura, dall'attivitą in Italia ai successi internazionali

Il Giro d'Italia a Vela e la vela oceanica con Giovanni Soldini


I risultati delle Olimpiadi

I quadri della FIV
1988-1997

I due quadrienni dall'89 al '96 e la nuova presidenza FIV con Sergio Gaibisso

1989, Sergio Gaibisso, 322 voti su 360 società votanti, veniva eletto presidente della Federazione Italiana Vela nel corso dell'Assemblea di Genova del 18 e 19 marzo (foto n.1). Su proposta del Consiglio Federale veniva eletto, alla unanimità dalle società veliche presenti, alla carica di presidente onorario della Federazione Carlo Rolandi. carica ricoperta in precedenza soltanto da Beppe Croce. Oltre alle modifiche allo Statuto, proposte dal Consiglio Federale e approvate, veniva eletto il Consiglio Federale, il Collegio dei Revisori dei Conti e quello dei Probiviri per il quadriennio 1989-1992 . Nominati, nelle successive riunioni del Consiglio, i vicepresidenti e i componenti delle Commissioni.

Dopo la rielezione di Sergio Gaibisso a Presidente alla fine del '92, una elezione sofferta che per la prima volta nella storia vedeva due candidati, Sergio Gaibisso e Pippo Dalla Vecchia, e la vittoria di Gaibisso per pochi punti, vengono definiti i quadri federali a gennaio 1993 . Dal '94 La Federazione decideva, promotore il Vice Presidente Paolo Rosi, di disputare i campionati italiani delle classi olimpiche contemporaneamente e nella stessa località. Il primo campionato italiano delle classi olimpiche, venne disputato sul Lago di Garda, quello del '95 a Venezia, una tappa importante poiché con un anno di anticipo venivano decisi gli equipaggi per le Olimpiadi del '96. Gli stessi equipaggi dovevano poi superare, e lo faranno facilmente, le prove di selezione continentali stabilite dall'IYRU, essendo la partecipazione a Savannah a numero chiuso.

Nell'agosto del '96, l'International Yacht Racing Union cambiava il nome in International Sailing Federation (ISAF), lasciando la sede di Londra per trasferirsi a Southampton.

Settembre 1996. Il Circolo della Vela di Torbole ospitava le regate di osservazione decise dall'ISAF per la scelta di una nuova classe, uno Skiff, per le Olimpiadi di Sydney 2000. A Torbole erano presenti otto classi ed una apposita Commissione presiduta da Michael Jackson, che vedeva la partecipazione di venti velisti scelti dalle Federazioni Nazionali, chiamati a provare le barche e compilare una scheda tecnica, ove venivano riportare valutazioni e impressioni. A novembre delllo stesso anno, l'ISAF decideva le classi per Sydney 2000 e la nuova classe olimpica: Soling, Tornado, 470 Maschile e Femminile, Finn, Laser, Europa, Mistral Maschile e Femminile e la nuova deriva olimpica, il 49er che sostituiva la Star. La scelta di bocciare la presenza della Star alle Olimpiadi suscitò forti polemiche (La Star vittima della politica, Carlo Rolandi, Sport Vela febbraio 1997) e grazie alla FIV particolarmente attiva con i dirigenti ISCYRA, il CIO concedeva una undicesima classe per Sydney 2000: la Star.

A quattro anni dai Giochi velici iniziava la preparazione per Sydney 2000: nel febbraio 1997 si teneva a Torbole il primo allenamento della nuova classe olimpica 49er con la partecipazione dell'australiano Craig Ferris, campione mondial dei 18 piedi australiani ed esperto del 49er, chiamato per recuperare il gap che separava gli equipaggi italiani da quelli già avezzi alla conduzione agonistica degli skiff.
 
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I Giochi Olimpici del 1988, 1992 e 1996

La prima edizione delle Olimpiadi dopo la scomparsa di Beppe Croce, si disputava a Seoul, in Korea (Pusan per le regate), con gli italiani favoriti in almeno tre classi - 470, Tornado e Star - sulle otto selezionate per le regate. Grande novità dei Giochi è la presenza di una categoria riservata alle donne, il 470, che si aggiunge al Finn, 470 maschile, Soling, Tornado, Star, Flying Dutchman e tavole a vela II Divisione IYRU Lechner.

Le grandi aspettative, si infrangevano dopo due settimane di regate: gli unici a brillare sono Gorla e Peraboni, che chiudevano al quinto posto nella Star - le Star costruite in Italia dominavano comunque la scena, con l'oro di McIntyre e l'argento di Reynolds a bordo di Star Folli, mentre il bronzo di Grael era una Star Lillia -, e il palermitano Paco Wirz, che si gioca una medaglia nell'ultima prova e conclude sesto nelle tavole a vela. Peccato invece per Giorgio Zuccoli e Luca Santella, quinti nei Tornado, e per i fratelli Sandro e Paolo Montefusco, al settimo nel 470 maschile, mentre gli altri equipaggi non ottengono risultati di rilievo.

Si arriva a Barcellona, nel 1992 , una delle edizioni dei Giochi migliori sia dal punto di vista organizzativo che agonistico. Una Olimpiade colorata di rosa, con due classi al femminile, il singolo Europa e la tavola a vela Lechner, e una grande novità, la medaglia assegnata nel Soling con la formula del match race, l'uno contro uno delle barche di Coppa America. La squadra italiana non otteneva alcun risultato di rilievo, i migliori piazzamenti saranno al femminile: Alessandra Sensini settima nella tavola a vela Lechner, Arianna Bogatec ottava nell'Europa, Maria Quarra e Anna Barabino otteve nel 470.

1996, le Olimpiadi di Atlanta . I Giochi Olimpici della vela si svolgevano a Savannah in Georgia dal 21 luglio al 2 agosto Alla vigilia della trasferta olimpica, la presenza nella squadra di due campioni del mondo e di velisti affermatisi nelle competizioni internazionali (Enrico Chieffi - Roberto Sinibaldi Campioni del Mondo classe Star 1996, Marco e Walter Pirinoli Campioni del Mondo classe Tornado 1995) facevano ben sperare. Il risultato arrivò però solo nel Mistral Femminile con la conquista della medaglia di bronzo di Alessandra Sensini dietro alla neozelandese Barbara Kendall medaglia d'oro e alla Lai Shan Lee (Hong Kong) medaglia d'argento.
 
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Le vittorie azzurre dall'89 al '97

I maggiori successi degli azzurri in campo internazionale si ottenevano nelle classi Star e Tornado: Roberto Benamati e Mario Salani vincitori del Mondiale Star nel 1991 e bis degli azzurri Enrico Chieffi e Roberto Sinibaldi al Mondiale di classe nel 1996; Giorgio Zuccoli e Angelo Glisoni si laureavano campioni mondiali Tonado nel 1991, titolo ancora italiano nel 1995 con i fratelli Walter e Marco Pirinoli.

Gli altri successi azzurri del decennio. Campioni del mondo : nel 1989, Chiara Calligaris (Europa), Matteo e Michele Ivaldi (470 Juniores), Marco Faccenda e Marco Cerri (Vaurien), Alessandra Ingangi (Femminile IYRU Europa) e Alessandra Sensini (Mistral); nel 1990, Chiara Calligaris (Europa), Alessandra Sensini (Femminile IYRU Mistral e Funboard dilettanti), Alfredo Barbera, Riccardo Giordano e Giada Zalapi (Mistral a Squadre), Marco Faccenda e Marco Cerri (Vaurien) e Sandro Signorini e Francesco Zampacavalo (Vaurien Juniores); nel 1991, Riccardo Giordano (Mistral Cat.Pesanti), Marco Faccenda e Marco Cerri (Vaurien) e Andrea Bonezzi (Contender); nel 1992, Marco Faccenda e Andrea Ruberti (Vaurien), Maurizia Lenardon (Raceboard Cat. Mistral) e Riccardo Giordano (Mistral); nel 1993, Alessandro Bonifacio e Mitja Gialuz (470 Juniores), Marcello e Dario Luciani (420), Claudia Tosi (Femminili Optimist), Egidio Babbi (Catamarani A) e Riccardo Giordano (Universitari Windsurfer); nel 1994, Francesco Bruni (Laser), Elena Pesle e Francesca Pitacco (Femminile 420), Alice Smareglia e Antonella De Simone (Femminile Vaurien), Chiara Papa e Alessandra Petri (Vaurien Juniores), Andrea Marchesi (Windsurfer) e Riccardo Giordano (Windsurfer cat. Pesanti); nel 1995, Paolo Cian e Piero Vigo (470 Militari) ed Egidio Babbi (Catamarani A); nel 1996, Elisa e Chiara Boschin (420).

Campioni d'Europa : nel 1989, Paolo Airoldi e Daniele Gini (Star Juniores), Sandro e Paolo Montefusco (470), Maurizio Planine e Lorenzo Patti (Hobie Cat 18), Francesco Bruni (Laser Juniores) e Massimo Corbara (Catamarani A); nel 1990, Chiara Calligaris (Europa Juniores), Giovanni e Daniele Cassinari (470), Gaetano Pellizzaro, Fabio Falcini e Juares Cappucci (Lightning), Francesco Marcolini e Edward Canepa (Hobie Cat 18) e Vittorio Maselli e Alberto Soardi (Strale); nel 1991, Albino Fravezzi e Giuseppe Devoti (Primavera Star), Luca Santella e Flavio Grassi (Flying Dutchman), Sabrina Landi (Europa Juniores), Francesco Marcolini e Edward Canepa (Hobie Cat 18), Andrea Cito Filomarino e Andrea Manzi Fè (Strale), Roberta Zucchinetti (Laser) e Alessandro Alberti (Mistral); nel 1992, Domenico De Toro e Roberto Rogge (Hobie Cat 18), Mario Noto, Fabio Spanò e Francesco Parrinello (Lightning), Mario Alagna, Giuseppe Tramati e Giuseppe Alagna (Lightning Juniores), Enrico e Roberto Barbarini (Flying Junior) e Roberta Zucchinetti (Laser Radial Juniores); nel 1993, Pietro D'Alì e Alfio Peraboni (Primavera Star), Paco Wirz (Mistral), Larissa Nevierov (Femminile Laser), Claudia Tosi (Femminile Optimist) e Stefan Griesmeyer ed Edward Canepa (Hobie Cat 16 e Hobie Cat 18); nel 1994, Matteo e Michele Ivaldi (470), Francesco Bruni (Laser Juniores), Roberta Zucchinetti (Europa Juniores), Roberto Giacalone e Giuseppe Seniti (L'Equipe), Egidio Babbi (Catamarani A), Stefan Griesmeyer e Edward Canepa (Hobie Cat 16), Marco e Luca Rossi (Hobie Cat 18), Luca Frascari (Windsurfer cat. Pesanti) e Andrea Marchesi (Windsurfer cat. Leggeri); nel 1995, Enrico Chieffi e Roberto Sinibaldi (Primavera Star), Larissa Nevierov (Laser Femminile), Mario Noto, Giuseppe e Mario Alagna (Lightning) e Andrea Olivieri e Camillo Vespasiani (L'Equipe); nel 1996, Christiana Monina (Laser Radial), Stefan Griesmeyer e Edward Canepa (Hobie Cat 16, Francesco Marcolini e Milena Cereseto (Hobie Cat 18), Mario Noto e Giuseppe e Mario Alagna (Lightning), Francesco Zampacavallo e Gianluca Filippone (Vaurien), Alberto Bolzan e Giacomo Turus (L'Equipe).

Ai Giochi del Mediterraneo del 1992 affermazione di Sandro e Paolo Montefusco nei 470. Ai Giochi del Mediterraneo, La Grande-Motte (Francia) dal 18 al 25 giugno 1993, Matteo e Michele Ivaldi nei 470 e Francesco Bruni nei Laser vincevano la medaglia d'oro.

Il 1997 vedeva: Luca Bursic, Campione Mondiale Optimist; Alessandra Sensini, 1° ai Giochi del Mediterraneo e Campione Europeo Mistral Femminile; Giuseppe Devoti, Campione Europeo classe Finn; Davide Fontana, Campione Europeo classe Europa, Alberto Bolzan - Giacomo Turus, Campioni Europei classe L'Equipe, Federioca Salvà - Emanuela Sossi, 1° Giochi del Maditerraneo.
 
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La partecipazione all'Admiral'Cup e la vittoria della squadra italiana nel 1995

1989 , l'Italia si presentava all'Admiral's Cup con Mandrake-Krizia di Giorgio Carriero con Flavio Favini, Bellatrix , un Vallicelli della Marina Militare con Tommaso Chieffi, e Aria di Carlo Bixio con Enrico Chieffi, una squadra non molto competitiva, nonostante i timonieri, che non andava oltre la nona posizione.

Per il 1991 si ricorreva a una scelta programmata di tre barche con rating diversi (30.55, 35.05 e 40.50) come richiesti dal Regolamento. Andavano all'Admiral's Cup Mandrake-Krizia di Giorgio Carriero con Flavio Favini assistito da John Kolius, Larouge-Daikin di Giuseppe Degennaro con Roberto Ferrarese e Brava di Pasquale Landolfi con Francesco De Angelis, che conquistavano una brillante secondo posto.

Anche per il 1993 la squadra veniva formata con anticipo designando le barche con i loro armatori per l'esperienza e la disponibilità. Andavano a Cowes Mandrake di Giorgio Carriero con Francesco De Angelis, Larouge di Giuseppe De Gennaro con Roberto Ferrarese e Brava Q8 di Pasquale Landolfi con Paul Cayard.  

Per la seconda volta l'Italia perdeva l'Admiral's Cup nella regata finale del Fastnet, chiudendo al quarto posto dopo aver dominato la classifica per l'intera durata dell'Admiral's Cup.

Admiral's Cup del 1995, l'anno della vittoria azzurra . Le imbarcazioni che parteciparono appartenevano a tre nuove classi: le più grandi con rating IMS (International Measurement System) da 44 a 50 piedi con classifica in tempo corretto, gli ILC (International Level Clas) 40 e il Mumm 36, il monotipo scelto appositamente per la Coppa. Tre noti armatori di barche d'altura - Rinaldo Del Bono, Pasquale Landolfi e Paolo Gaia - davano vita, per la prima volta nella storia della partecipazione italiana all'Admiral's Cup, a un Consorzio con il supporto tecnico della Federazione. Partecipavamo con Capricorno (47 piedi) di Rinaldo Del Bono, con Flavio Favini, Brava Q8 (ILC 40) di Pasquale Landolfi con Francesco De Angelis e Mumm A' Mia (Mumm 36) di Paolo Gaia, con Tommaso Chieffi.
Una organizzazione perfetta, barche competitive, armatori ed equipaggi motivati e, finalmente, la fortuna non era stata né favorevole né avversa. Dopo un lungo inseguimento, di edizione in edizione, vincevamo, e il merito era di tutta la squadra, l'Admiral's Cup (foto n. 2). Andrea Damiani, presidente della Commissione Classi Altomare della FIV, alla fine dichiarava: "Adesso non potranno più dire che non facciamo parte del top della vela mondiale d'altura. Abbiamo da molti anni grandi velisti, grandi barche, grandi armatori, questa volta siamo partiti un po' timorosi, ma alla fine abbiamo deciso di attaccare e la qualità e la classe sono venute fuori. Penso che la vela italiana debba molto a questi velisti".

Nel 1997 c'era l'intenzione e la volontà di un bis. Vi partecipavano Madina Milano (IMS 49) di Dario Ferrari, Brava Q8 (ILC 40) di Pasquale Landolfi e Breeze (Mumm 36) di Paolo Gaia, ma l'Italia pur favorita dai pronostici, chiudeva al terzo posto.
 
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Vela d'Altura, dall'attività in Italia ai successi internazionali

L'11 maggio 1991 il Consiglio Federale, su mandato dell'Assemblea, decideva di revocare per inadempienza alla normativa federale, il riconoscimento all'AICI che cessava di essere l'Associazione Italiana Classi IOR per diventare l'Associazione Italiana Classi Internazionali d'Altura. L'11 aprile 1992 - dopo diversi incontri informali tra gli armatori - si svolgeva a Roma la prima assemblea dell'Associazione Vela Altura Italiana (AVAI), che aveva già ottenuto il riconoscimento dalla Federazione. Due associazioni d'altura vivevano in contemporanea, ma per poco: il 22 dicembre 1993 un gruppo di armatori e i presidenti dell'AICI e dell'AVAI costituivano a Roma l'Unione Vela Altura Italiana (UVAI), presidente Giorgio Natali. Alla costituzione assistevano il presidente della FIV Sergio Gaibisso e il presidente della Commissione Altomare Andrea Damiani. L'UVAI veniva riconosciuta dalla Federazione il 19 febbraio 1994.

La collaborazione tra l'UVAI, nuovo presidente Guido Leone (1995), e la Federazione divenne progessivamente positiva e costruttiva con l'organizzazione nel '95 a Poltu Quato in Sardegna del primo campionato assoluto d'altura IMS.

Le affermazioni dell'altomare italiano. One Ton Cup : 1989, Brava vinceva a Napoli e nel 1992 a Copenaghen con Brava Q8 , entrambe di Pasquale Landolfi con Francesco De Angelis timoniere. Anche con la nuova classe, l'ILC 40, Landolfi con il suo Brava Q8 vinceva nel 1995 e nel 1996.

Quarter Ton Cup : nel 1989 si affermava Meridian di Pompeo Busnello e dal 1991 al 1996 nell'ordine Marfrio Piranha di Carmelo Savastano, Jonathan VI di Luigi Tosi, Gen Mar di Claudio De Martis, B&B V di Agostino Vidulli, Per Elisa e, nell'ultima Quarter Ton Cup per le classi IOR, sostituite dai nuovi ILC 25, Per Elisa Blowtherm di Francesco Pechin.

Mini Ton Cup : dopo i successi ottenuti nel decennio precedente con Gullisara di Giuseppe Comerio nel 1981 e 1982, Ligule di Fabrizio Baudo nel 1984, Creola nel 1985, Mannaggia di R.Schlaefer nel 1987, vincevano Ligulè Hi- Tech di Fabrizio Baudo nel 1989 e GGG di Alessandro Gaoso nel 1991 e nel 1992.

Two Ton Cup : la Two Ton Cup viveva vicende alternate con scarso successo generale. Assente dal calendario delle regate degli anni '80, veniva nuovamente disputata nel 1991 e nel 1992 con la vittoria italiana di Larouge di Giuseppe De Gennaro.

Three Quarter Ton Cup: nata negli Stati Uniti, a Miami per imbarcazioni con un rating IOR di 24.5 e vinta da Botta Dritta 3 di Luigi Carpaneda nel 1983, nel 1996 quando la Coppa venne disputata a Napoli con la nuova classe ILC 30, si affermava TNT Traco di Massimo Mezzaroma e Antonio Sodomigliori.
 
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Il Giro d'Italia a Vela e la vela oceanica con Giovanni Soldini

Il Giro d'Italia a Vela, nato da un'idea di Gino Palumbo, direttore della Gazzetta dello Sport nel corso degli anni '80, divenne una vera sfida per Cino Ricci, l'uomo di Azzurra: nel 1988 tre Comet 333 della Comar, battezzati Giro d'Italia a Vela 1, 2 e 3 diedero vita all'edizione zero, partecipando alle regate IOR più importanti e propagandare l'iniziativa. Fu un successo e l 16 luglio 1989 quindici Comet 333 erano pronti a Sanremo alla banchina di Portosole, ciascuno con il nome della città che rappresentava. Già alla prima edizione il Giro era internazionale - vi parteciparono anche Russia e Francia - e il successo della regata perdura sino ai nostri giorni. Vincitori ed edizioni passate al sito http://www.velaitalia.net .

La Whitbread e la Ostar del precedente decennio introdussero l'Italia nel mondo della grande navigazione d'altura, dove spicca Giovanni Soldini, che entra grazie ai risultati ottenuti in questi anni, nel Gotha dei grandi navigatori. È terzo alla Baule-Dakar in solitario nel 1991, secondo alla Europe 1 Star in solitario nella classe 50 piedi nel 1992 e al BOC Challenge (giro del mondo in solitario) nel 1994-1995, il, dove dopo aver vinto due tappe su quattro, si classificava al secondo posto nella sua classe. L'anno successivo nel 1996 con Telecom Italia , un 50 piedi disegnato da Jean Berret, arrivava primo nella Europe 1 Star e alla Transat Québec-St. Malo.
 
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Foto 1: Sergio Gaibisso al centro, con Alessandra Sensini a sinistra e Raffaele Petrucci Presidente CONI a destra, in occasione della medaglia d'oro della Sensini (Mistral femminile) ai Giochi Olimpici di Sydney 2000 .
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Foto 2: La vittoria italiana all'Admiral's Cup del 1995. .
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