1850 - 1910 1911 - 1927 1928 - 1937 1948 - 1957 1958 - 1967 1968 - 1977 1978 - 1987 1988 - 1997
1978 - 1987

L'attivitą nazionale e la scomparsa di Beppe Croce

I Giochi Olimpici del 1980 e 1984

La vela d'Altura

La vela Oceanica

Le vele d'Epoca


I risultati delle Olimpiadi

I quadri della FIV
1978-1987

L'attività nazionale e la scomparsa di Beppe Croce

Gli anni '80 si aprivano con una serie di ottimi risultati per la vela azzurra, che proseguirono fino alla vigilia dei Giochi Olimpici di Seoul nel 1988. Al Mondiale Star di Rio de Janeiro del 1980, vinto da Thomas Blackaller, Albino Fravezzi e Oscar Del Vit arrivavano secondi, Giorgio Gorla e Alfio Peraboni terzi, Flavio Scala e Mauro Testa quarti.

Anche nelle altre classi non mancano le affermazioni in campo internazionale. Vincevano il Mondiale: nel 1979 Carlo Di Salle e Roberto Vassallo (420), nel 1980 Cristiana Mazzaferro ed Emanuela Galeazzi (420 Femminile) e sempre nel 1980 Klaus Maran (Windglider), Emanuela Mascia (Windsurfer Femminile) e Paola Toschi (Mistral Femminile). Titoli europei invece, nel 1980 per Mario Caponnetto e Franco Gardella (420 Juniores), Francesco De Angelis (Finn Juniores), Gianfranco Noè e Paolo Cerni (470 Juniores), Attilio Dall'Agnola e Stefano Bonora (Dart), Paolo Brianda (Windsurfer, Cat. D) e Paola Toschi (Mistral Femminile).

Le affermazioni dei velisti italiani proseguirono ininterrottamente negli anni successivi. Alla grande vittoria di Giorgio Gorla e Alfio Peraboni al Mondiale della classe Star nel 1984, si aggiungevano altri titoli mondiali: nel 1981, Cristina Mazzaferro ed Emanuela Galeazzi (Femminili IYRU 420), Manuela Mascia (Windsurfer) e Paola Toschi (Mistral); nel 1982, Klaus Maran (Windglider), Manuela Mascia (Windglider), Anna Bacchiega e Nives Monigo (Femminile IYRU 470) e Alberto Babbi ("A" Catamarani); nel 1983, Manuela Mascia (Femminile IYRU Mistral e Windglider); nel 1984, Anna Bacchiega e Nives Monigo (Femminile IYRU 470). Dai titoli mondiali a quello europei: nel 1981, Tommaso ed Enrico Chieffi (470), Andrea Mura e Antonello Ciabatti (420) e Lio Coccoloni, Di Gerolamo e Innocenti (Lightning); nel 1982, Andrea Mura e Antonello Ciabatti (420 Juniores) e Manuela Mascia (Windsurfer); nel 1983, Klaus Maran (Windglider), Manuela Mascia (Windglider) e Salvatore e Simone Eulisse (420 Juniores); nel 1984, Massimo Corbara ("A" Catamarani). Completavano le affermazioni internazionali la vittoria nei 470 dei fratelli Paolo e Sandro Montefusco nel 1983 ai Giochi del Mediterraneo.  

Il 1981 a Santa Margherita Ligure si svolge un'assemblea federale che per molti aspetti diventerà storica. in quell'occasione infatti Beppe Croce lascia la Presidenza dell'Assemblea e viene eletto per acclamazione Presidente Onorario della FIV. A Croce subentra per il quadriennio 1981-1984 , il napoletano Carlo Rolandi (foto n. 1), già vice-Presidente.

Il 1 aprile 1982, la Federazione lasciava la sede allo Yacht Club Italiano, dove era stata ospitata dal 1946, per quella di viale Brigata Bisagno. Nel novembre 1982 Beppe Croce veniva riconfermato alla presidenza dell'IYRU per il quadriennio 1982-1985. Nel Comitato Permanente entrava a far parte Carlo Rolandi e l'Italia otteneva nove rappresentanti nelle undici Commissioni consultive. Erano: Giancarlo Sabbadini (Constitution Committee), Carlo Rolandi (Class Policy and Organisation Committee), Mino Simeone (Measurement Commitee), Arnaldo Sciolari (Keel Boat Technical Committee), Luigi Monaco (Centreboard Boat Technical Committee), Fabio Montale (Boardsailing Committee), Sergio Gaibisso (Women's Sailing Committee), Enrico Contreas (Multi-Hull Technical Committee) e Franco Denoth (Youth Sailing Committee).

Dal 1985 al 1988, la FIV diede grande impluso all'attività giovanile, organizzando raduni, facilitando l'istituzione delle scuole di vela, partecipando alle regate all'estero e assegnando contributi per l'acquisto delle barche. Tra le iniziative, nel 1985 venne messa in palio dal Presidente della FIV la Coppa Primavela (foto n. 2) per gli Optimist, riservata ai ragazzi di non oltre dodici anni. Alla prima edizione, disputata a settembre dell'86 e vinta da Giuseppe Alagna, partecipavano quarantaquattro giovannissimi velisti. L'Optimist (foto n. 3), a tutt'oggi la deriva per eccellenza d'iniziazione, cominciò a diffondersi in Italia negli anni settanta e nel 1972 la FIV con l'Operazione Primavera, diede la possibilità ai Circoli affiliati di acquistare 500 Optimist a condizioni molto vantaggiose. Successivamente nel 1974, si costituiva ufficialmente l'Associazione Italiana Classe Optimist.

16 settembre 1986, moriva a Genova, Beppe Croce. "Non l'incontreremo più al Porticciolo duca degli Abruzzi, sulla piazzetta di Portofino, sui campi di regata di tutto il mondo. Per la prima volta mancherà al tradizionale appuntamento autunnale di Londra dove voleva annunciare la rinuncia alla sua rielezione a presidente dell'I.Y.R.U. La scomparsa di Beppe Croce segna nella storia della vela la fine di un'epoca: quella incominciata potrà essere anche migliore, ma certamente sarà diversa" (Franco Belloni, Addio Presidente , Mare2000 , novembre 1977). Nello stesso anno gli sarà assegnato a Portofino il premio "Una vita per la vela" nel corso delle regate del Trofeo Zegna. A Londra, durante le riunioni di novembre dell'IYRU, la sua assenza era sentita dai presenti e una cerimonia commemorativa veniva tenuta nella Cattedrale di Westminster. L'IYRU ricordava il suo presidente con un prestigioso Trofeo. La Federazione istituiva un Premio biennale, una borsa di studio, all'atleta, dirigente, società o altro ente meritevole di questo riconoscimento e dedicava a Croce, 4 giugno 1988, il Centro Federale di Preparazione Olimpica di Livorno. Inoltre, in occasione delle regate di Portofino lo Yacht Club Italiano decideva di assegnare, quale premio Beppe Croce, ai giovani più meritevoli barche delle classi olimpiche.
 
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I Giochi Olimpici del 1980 e 1984

Quella del 1980 è un'edizione storica dei Giochi Olimpici . La festa dello sport è in programma a Mosca, infatti, ed è la prima volta che l'Olimpiade si svolgeva in un paese comunista. Tutto sembrava andare per il meglio, quando le truppe armate dell'Unione Sovietica - il 27 dicembre del 1979 - invadevano l'Afghanistan, scatenando la dura reazione dell'Assemblea dell'ONU e soprattutto degli Stati Uniti d'America, che minacciano di boicottare i Giochi di Mosca. Alle parole seguivano i fatti e dopo una serie di riunioni per discutere della presenza italiana, il CONI dava il via libera alla FIV, che pure era contraria, e tre equipaggi si preparavano a partecipare a un'edizione delle Olimpiadi con ottantatré concorrenti di ventiquattro nazioni nelle sei classi in regata (Finn, 470, Soling, Tornado, Star e Flying Dutchman). Tra gli azzurri, Giorgio Gorla e Alfio Peraboni mantenevano le promesse della vigilia con la medaglia di bronzo nella Star , classe in cui l'ucraino Mankin conquistava la sua terza medaglia d'oro olimpica (più una d'argento). Una grande prova, quella dell'equipaggio italiano, che porta avanti la grande tradizione italiana nelle Stelle   dopo i successi passati di Straulino-Rode e il bronzo di Cavallo-Gargano. Gli altri equipaggi azzurri, Ernesto Treves - Silvio Marco Savelli - Roberto Gazzei nel Flying Dutchman, non vanno oltre un settimo e un decimo posto.

Quattro anni dopo, nel 1984, le Olimpiadi si disputano negli Stati Uniti, a Los Angeles (Long Beach per la vela), e questa volta furono i paesi dell'Est, capeggiati dall'Unione Sovietica, a boicottare la manifestazione. La squadra azzurra era presente in sei delle sette classi ammesse - a quelle di Mosca si aggiungeva la tavola a vela Windglider - con grandi aspettative nei 470 grazie ai fratelli Tommaso ed Enrico Chieffi, nelle Star con Giorgio Gorla e Alfio Peraboni, vincitori del Mondiale a Villamoura quattro mesi prima, e nelle tavole a vela con Klaus Maran. Pronostici rispettati fino all'ultima giornata, con i tre equipaggi in lizza per una medaglia, ma era proprio la regata finale a deludere le attese, con i Chieffi e Maran che chiudevano al quinto posto e Gorla - Peraboni che dovevano accontentarsi di un bronzo , la stessa medaglia conquistata a Mosca quattro anni prima (foto n. 4).

 
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La vela d'Altura

L'edizione del 1979 dell' Admiral's Cup verrà ricordata per il tragico Fastnet. Una tempesta scatenatasi nella notte tra il 13 e il 14 agosto nella zona di mare tra l'Inghilterra e l'Irlanda, dove 303 imbarcazioni delle classi IOR erano in gara. Solo 85 portavano a termine la regata, 194 si ritiravano cercando ridosso e rifugio nei porti o lungo le coste dell'Inghilterra e dell'Irlanda, 19 erano state abbandonate dagli equipaggi e recuperate e cinque affondavano. L'inchiesta promossa dalla Royal Yachting Association (ben sedici furono le vittime), la Federazione inglese, e dal Royal Ocean Racing Club, l'organizzatore della regata, tradotta anche in Italiano da Carlo De Zerbi per la FIV, accertava che la perdita, l'abbandono delle barche e le avarie erano da attribuire soprattutto alle condizioni del mare, onde dai 10 ai 14 metri, più che alla forza del vento, mediamente di 50-55 nodi con punte di 68. Venne sancito che la regata "comprende" un "rischio calcolato" ed è solo l'armatore che deve stabilire se la sua barca e il suo equipaggio sono in grado di affrontarla.

La squadra italiana dell'edizione 1979 era formata da Vanina (foto n. 5) , un Kaufman di Vanni Mandelli, Rrose Selavy , ex Moonshine di Riccardo Bonadeo e Yena (foto n. 6) di Sergio Doni, entrambe di Peterson. All'arrivo a Plymouth Vanina era decima, Yena dodicesima e Rrose Selavy diciassettesima. In classifica, su diciannove squadre, la nostra era terza dopo Stati Uniti d'America e Australia.

Le selezioni di Porto Cervo per la squadra italiana del 1981 mandavano nel Solent Mandrake di Giorgio Carriero e Almagores di Giberto Borromeo e Giancarlo Boniello entrambe di Peterson e Brava , un Vallicelli di Pasquale Landolfi. Il risultato finale fu un settimo in classifica.  

La rivincita nel 1983 . Ritornavano Almagores di Giberto Borromeo e Giancarlo Boniello, Brava di Pasquale Landolfi, entrambe messe a punto, e Primadonna , un Vallicelli di Gianni Bassi. Si classificavano secondi dietro la Germania. Una soddisfazione anche per Andrea Vallicelli, progettista di due barche della nostra squadra.

Nel 1985 , la fascia di rating veniva compresa tra 30 e 40 piedi IOR. Andavano a quell'edizione Almagores di Ciro Nappi, Brava di Pasquale Landolfi e Templar's C , un Holland di Max Dal Lago. La squadra italiana concludeva dodicesima su diciotto, mentre La Coppa andava alla Germania.

La Nuova Zelanda scriveva per la prima volta il suo nome nell'albo d'oro dell'Admiral's Cup sovvertendo nel 1987 , il pronostico di una vittoria della Gran Bretagna o della Germania. La nostra squadra - Mandrake-Krizia , un Briand di Giorgio Carriero con Roberto Ferrarese, Merope , un Vallicelli della Marina Militare con Tommaso Chieffi e Marisa-Konica , un Brenta-Uggè di Lucarelli con Mauro Pelaschier - finiva ancora un volta dodicesima.

Gli italiani si fanno notare anche nell'ambito delle Level Class , aggiudicandosi, dopo il successo di Ydra nel 1973, la One Ton Cup 1980 di Napoli con Filo da Torcere (timonieri Enrico Isenburg e Stefano Roberti) e quella 1983 di Rio de Janeiro con Linda , portata da Mauro Pelaschier.

Nel 1978, sul modello dell'Admiral's Cup, nasceva la Sardinia Cup da disputarsi negli anni pari con squadre nazionali di tre imbarcazioni. Alla prima edizione partecipavano dodici squadre, dimostrando di essere l'avvenimento velico più importante dell'anno nel Mediterraneo e in Europa. Vinceva la squadra italiana con Dida V (foto n. 7) di Bruno Calandriello, prima anche nella classifica individuale, Yena di Sergio Doni e Vanina di Vanni Mandelli precedendo quella degli Stati Uniti, del Belgio, della Gran Bretagna e, via via, le altre.

Oltre alla Sardinia Cup, lo Yacht Club Costa Smeralda promuoveva la Porto Cervo Swan World Cup, la Maxi Yacht World Cup e la Maxi Yacht Rolex Cup .

Sempre nel Tirreno, dal 18 al 20 aprile del 1980, lo Yacht Club Italiano organizzava la prima edizione delle Regate di Primavera a Portofino - Trofeo Zegna con la partecipazione di sessanta imbarcazioni IOR e nove J 24. Nel 1983, nel corso di questa manifestazione, veniva assegnato per la prima volta il Trofeo Zegna "Una vita per la vela". La consegna del premio ad Agostino Straulino non poteva essere un inizio migliore. Nelle successive edizioni il Trofeo veniva dato, tra gli altri, a Paul Elvström, Olin Stephens, Beppe Croce e Dennis Conner.

Il 1984 era l'anno della prima edizione della Rimini-Corfù-Rimini , la più impegnativa e importante regata dell'Adriatico, con la partecipazione di diciannove imbarcazioni, l'anno dopo saranno quaranta, divise per lunghezza. Si affermava Condor di Francesco Battiston.

 
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La vela Oceanica

La nostra presenza al giro del mondo, la Whitbread (giro del mondo in equipaggio a tappe, l'attuale Volvo Ocean Race ), risale alla prima edizione, 1973, con tre barche Guia di Giorgio Falck, CS&RB di Doi Malingri e Tauranga di Eric Pascoli. Ma la vera esplosione della vela oceanica è degli anni ottanta. Falck partecipava nel 1981 con Rolly Goo e nel 1989 con Gatorade e Corrado di Majo nel 1977 con B&B . Una presenza più numerosa all'edizione successiva. Con Falck con Rolly Go , Roberto Vianello con Ilgagomma , Doi Malingri con Save Venice , Beppe Panada con Viva Napoli e Claudio Stampi con La Barca Laboratorio .

Non da meno la partecipazione italiana alle edizioni degli anni Ottanta della Ostar (traversata atlantica in solitario da Plymouth a Newport). Dopo una presenza di Alex Carozzo nel 1968, ritiratosi per avaria dopo 27 giorni, e nel 1972 di Franco Faggioni con Sagittario , nono all'arrivo, e Ambrogio Fogar con Surprise che si classificava ventinovesimo, ben sette italiani portavano a termine la Ostar del 1976 e la partecipazione italiana divenne negli anni successivi una costante fino alla vittoria di Giovanni Soldini del 1995.
 
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Le vele d'Epoca

Nel 1982 nasce a Milano l'AIVE, l'Associazione Italiana Vele d'Epoca che elegge Beppe Croce alla Presidenza con l'obiettivo di diffondere la cultura delle barche classiche e di organizzare una serie di eventi riservati alle "Dame del mare" lungo la penisola. Il primo di questi, ideato dalla rivista Nautica assieme allo Yacht Club Costa Smeralda, si disputa a Porto Cervo ed è a tutt'oggi uno dei raduni di maggior successo a livello internazionale. Nel 1986 è poi la volta delle Vele d'Epoca di Imperia, evento annuale fino al 1992 e in seguito organizzato con cadenza biennale.

Il via dato da Porto Cervo e Imperia, fu di sprone ad altri centri nautici a organizzare regate per le barche d'epoca o della tradizione locale, come per esempio a Stintino dal 1983 per le barche a vela latina, e a Venezia dove l'attiva Associazione Vela al Terzo oltre ad organizzare le regate, ha assegnato dal 1988 oltre 120 numeri velici. Sono soltanto alcuni esempi perché oggi le regate per barche d'epoca sono organizzate in Italia in diverse località.

L'AIVE, oltre a collaborare all'organizzazione delle manifestazioni più importanti, ne è stata anche l'organizzatrice. L'Associazione ha fatto si che l'interesse per le barche d'epoca si estendesse anche a quelle delle classi metriche. Sulla scia di queste iniziative nasceva la classe Vela Latina con la sua associazione, l'AIVEL - Associazione Italiana Vela Latina riconosciuta dalla Federazione. Le caratteristiche principali sono: lunghezza 9,10 metri, larghezza 2,50 metri e superficie velica 34,00 metri quadrati.
 
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Foto 1: Carlo Rolandi, attuale presidente onorario della FIV.
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Foto 2: Il manifesto della prima edizione della Coppa Primavela.
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Foto 3: L'Optimist, solo 2,30 metri di lunghezza, è attualmente la barca d'iniziazione più diffusa in Italia e all'estero.
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Foto 4: Il podio classe Star Giochi Olimpici di Los Angeles del 1984.
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Foto 5:Vanina , un Kaufman di Vanni Mandelli, all'Admiral's Cup del 1979. (foto Carlo Rolandi).
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Foto 6: Yena , scafo disegnato da Peterson, di Sergio Doni, faceva parte della squadra italiana dell'edizione 1979 dell'Admiral's Cup. (foto Carlo Rolandi)
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Foto 7: Dida V di Bruno Calandriello, Sardinia Cup 1978.
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