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1968 - 1977

L'elezione di Beppe Croce alla Presidenza dell'IYRU

I Giochi Olimpici del 1968, 1972 e 1976

L'attivitą nazionale e i successi dei velisti italiani in campo internazionale

La vela d'Altura: la prima Commissione Altomare FIV, la prima edizione della Barcolana, la prima partecipazione italiana all'Admiral's Cup, la nascita del'AICI e la vittoria di Ydra alla One Ton Cup


I risultati delle Olimpiadi

I quadri della FIV
1968-1977

L'elezione di Beppe Croce alla Presidenza dell'IYRU

Londra, 7 novembre del 1969, Beppe Croce veniva eletto all'unanimità nuovo Presidente dell'IYRU, succedendo a Peter M. Scott. Un grande successo dovuto alla personalità di Croce e al lavoro da lui svolto in seno all'IYRU. Subito dopo l'elezione, il discorso di rito di Beppe Croce ai membri del Comitato Permanente:

"Maestà, Altezza Reale, Signori.

Sono profondamente commosso, ed è molto difficile per me parlare in questo momento.

Noi - di ogni parte del mondo - abbiamo sempre considerato Peter Scott "come fosse" l'IYRU, e siamo stati fieri di averlo come presidente e nostro rappresentante.

Peter ha fatto probabilmente di più per lo yachting che ogni altro singolo yachtsman, nel mondo attuale.

Da quando fu eletto presidente nel 1955, l'IYRU è cresciuta, da 34 nazioni affiliate a 63. Abbiamo portato a buon fine un Regolamento di Regata unico per tutto il mondo, e proprio in questi ultimi giorni abbiamo fondato il Consiglio per il Regolamento Unificato d'Altomare.

Certamente, Peter è tanto modesto da non pensare neppure un istante di essere stato il protagonista di tali risultati, ed è vero che essi non avrebbero mai potuto essere ottenuti da un solo uomo, ma Peter, come capo dell'IYRU, ci ha dato lo spirito ed ha indicato la strada.

Potremmo usare per lui, con qualche variazione, la famosa frase: che "un uomo solo ha fatto tanto per tanta gente!".

Sono sicuro di interpretare i vostri desideri ricordando la eccezionale personalità di Peter, il suo fascino e la sua profonda conoscenza del nostro sport: è la somma di tali fattori che hanno creato nell'IYRU un felice spirito di amicizia, ed hanno permesso a Peter di dirigerlo con tanta serenità.

È per me un grande onore succedere ad un capo come lui, e mi sento forse inadeguato. Sarà un compito molto difficile di seguire la sua strada.

Tuttavia, io sono estremamente grato a tutti voi per aver riposto in me tanta fiducia e mi sento fiero e felice.

Fiero, perché l'IYRU con 63 paesi affiliati, è certamente una delle Federazioni più importanti del mondo, e felice perché, dopo 22 anni di riunioni annuali a Londra, io considero l'IYRU come una famiglia.

La cosa più importante, nella vita, è di amare il lavoro che si fa. Vi posso assicurare che ho sempre amato tutto ciò che aveva un rapporto con lo yachting, e ricordo le ore nelle quali ho lavorato per l'IYRU tra le più felici della mia vita, anche quando le proposte della mia Commissione sono state respinte!

Avrò certamente bisogno della vostra collaborazione e del vostro aiuto, in misura ancora maggiore che per il passato.

Ma so di poter contare su di voi, in ogni momento.

Mio caro Peter, vorrei dirti, ancora una volta, come io sia rammaricato della tua decisione!

Tu hai vinto una medaglia di bronzo a Kiel, nel '36, e molti dicono che fu soltanto per il tuo eccezionale spirito sportivo e la tua cristallina correttezza che tu non hai ottenuto un risultato ancora migliore.

Sia come sia, non c'è nessuno, oggi, qui in questa stanza, che non voterebbe per te una medaglia d'oro per il lavoro fatto per tanti anni come presidente dell'IYRU.

Grazie, a nome di tutti noi."

 
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I Giochi Olimpici del 1968, 1972 e 1976

I Giochi Olimpici di Città del Messico nel 1968 , Acapulco per la vela, regalavano molte soddisfazioni alla vela italiana. La squadra italiana vinceva due medaglie di bronzo , grazie a Fabio Albarelli nella classe Finn (oro a Valentin Mankin) e all'equipaggio Franco Cavallo - Camillo Gargano (foto n. 1) nelle Star (oro agli americani Lowell North - Peter Barrett). Molti i rimpianti invece, per gli ottimi Giuseppe Zucchinetti - Antonio Carattino - Domenico Carattino, che finirono quinti nella classe 5.5 M SI, esclusi dal podio per un paio di episodi sfortunati. Nel Flying Dutchman Carlo Massone - Emanuele Ottonello non andarono oltre il diciannovesimo posto in una classe dall'altissimo livello tecnico, dove a dettare legge erano gli inglesi Pattison - McDonald Smith. L'Italia festeggiava le due medaglie anche se l'amarezza per l'argento sfuggito ad entrambi nell'ultima prova era comunque palpabile. Come sottolinea Beppe Croce alla fine dei Giochi, solo tre nazioni avevano ottenuto due medaglie - gli Stati Uniti (2 ori), la Gran Bretagna (1 oro e 1 bronzo) e ovviamente l'Italia (2 bronzi) - a testimoniare l'equilibrio di un livello tecnico sempre più elevato.

Dopo quattro anni l'appuntamento olimpico è a Monaco 1972 , in Germania, Kiel per la vela, un'edizione che purtroppo verrà segnata da un gravissimo attentato: il 5 settembre, un commando di fedayn entrava nel Villaggio olimpico, penetrava nel quartiere assegnato agli atleti israeliani, uccideva due persone e catturava nove ostaggi. Richiedevano la liberazione di duecento palestinesi arrestati e aerei per lasciare la Germania. All'aeroporto di Monaco, raggiunto dai rapitori e dagli ostaggi in elicottero, l'incapace intervento della polizia provocava una carneficina. Uccisi quattro palestinesi, tutti gli ostaggi, un poliziotto e il pilota dell'elicottero. "Le Olimpiadi continuano?". Le opinioni erano contrastanti. Avery Brundage, presidente del CIO, decise unilateralmente per la continuazione. La notizia degli avvenimenti di Monaco arrivò a Kiel e i velisti israeliani rientrarono subito in patria.
La squadra azzurra, presente in cinque delle sei classi in regata, non riuscì a confermare i risultati ottenuti ad Acapulco, chiudendo a secco di medaglie e con risultati piuttosto mediocri. Gli unici ad ottenere un discreto piazzamento furono Flavio Scala - Mauro Testa nella classe Star con un quinto posto. Per il resto della squadra italiana: Mauro Pelaschier tredicesimo nel Finn, Giampiero Dotti - Francesco Sibello quattordicesimi nei Tempest, Carlo Croce -Luciano Zinali undicesimi nei Flying Dutchman e Giuseppe Milone - Roberto Mottola - Antonio Oliviero diciannovesimi nella classe Soling.

1976, l'anno dei Giochi Olimpici di Montreal (Canada), Kingston per la vela. La grandi novità erano l'assenza della classe Star, che tornerà quattro anni dopo a Mosca, e la presenza del 470 e del Tornado, prima volta di un catamarano alle Olimpiadi. Pur partendo con grandi speranze, l'Italia (foto n. 2) non conquistò alcuna medaglia, sfiorata solo nei Tornado con Franco Pivoli e Cesare Biagi, settimi a causa di una squalifica nell'ultima prova, e soprattutto con Giuseppe Milone e Roberto Mottola nei Tempest, campioni del mondo in carica, ma per l'occasione solo quinti. Mauro Pelaschier, alla seconda partecipazione olimpica, era nono nel Finn, Roberto Vencato e Roberto Sponza quattordicesimi nei 470, Carlo Croce e Roberto Zinali sedicesimi nei Flying Dutchman e Fabio Albarelli - Franco Oradini -Leopoldo Di Martino quindicesimi nel Soling.

 
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L'attività nazionale e i successi dei velisti italiani in campo internazionale

Il quadriennio 1969-1972 , iniziava con l'elezione del nuovo Consiglio Federale FIV e la conferma di Beppe Croce alla presidenza. Questo quadriennio sarà particolarmente ricco di successi dei velisti italiani in campo internazionale con ben sei titoli Europei conquistati: 1969, Bruno Bensa - Guido Spanghero (Snipe Juniores); 1970, Lucia Lievi (Finn Juniores), Ernesto Treves - Virgilio Viganò (Strale) e Bruno Bensa - Paolo Visonà (Snipe Juniores); 1971, Bruno Fezzardi -Ercole Greiner (Strale); 1972, Roberto Ferrarese - Enzo   Caiaffa (Flying Junior).

L'attività velica lungo le coste e nei laghi della penisola è in crescita costante, grazie anche all'arrivo di nuove barche accessibili a tutti come il Fireball, il Contender, il Laser, l'Europa, il catamarano Mattia e le tavole a vela, categoria, quest'ultima, che in seguito regalerà grandi soddisfazioni alla vela azzurra con la pluriolimpionica Alessandra Sensini.

Ai sei titoli continentali, seguiranno quattro vittorie iridate che confermavano il valore dei nostri equipaggi: 1973, i giovanissimi Roberto Bertocchi - Roberto Apostoli conquistavano sia il titolo Mondiale assoluto   che quello juniores nel Flying Junior; 1975, Giuseppe "Picchio" Milone - Roberto Mottola diventavano campioni de Mondo classe Tempest e De Martis - Straniero conquistavano il titolo Mondiale nel Flying Junior.

Il 2 giugno 1975 vennero approvate importanti modifiche allo Statuto federale e ai criteri per la selezione degli equipaggi per la squadra olimpica italiana. A distanza di un anno dalle modifiche, venivano nominati per la prima volta i PO (Probabili Olimpici) e i VO (Atleti di Valore Olimpico).

Nel febbraio del 1976, quelle che fino al '75 erano state le classiche Regate di Genova emigrarono ad Alassio al Circolo Al Mare, dopo esser state "sfrattate" dal Porticciolo Duca degli Abruzzi. Un trasloco che però non ne alterò il successo, vista la sempre nutrita partecipazione degli equipaggi nelle diverse classi.
 
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La vela d'Altura: la prima Commissione Altomare FIV, la prima edizione della Barcolana, la prima partecipazione italiana all'Admiral's Cup, la nascita del'AICI e la vittoria di Ydra alla One Ton Cup

Il 23 novembre 1969 il Consiglio Federale costituiva la Commissione Altomare , consultiva e temporanea, con il compito di occuparsi dell'attività d'altura e costiera sotto il profilo sportivo e in parte tecnico. Ne facevano parte nomi noti di proprietari di barche con alla presidenza Antonio Pierobon.

1968, nasce la Società Velica Barcola, sodalizio che ad un solo anno della sua fondazione, organizzava la prima edizione di una regata che diventerà negli anni un classico appuntamento della vela italiana, la Coppa d'Autunno, ribattezzata fin da subito dai locali "Barcolana". La prima edizione venne aperta a qualsiasi tipo di imbarcazione e vedeva la vittoria di Betelgeuse di Piero Napp.

In campo internazionale, il 1969 è l'anno della prima partecipazione italiana all' Admiral's Cup . Gianni Pera, un veterano delle regate d'altura, si era adoperato proprio in quell'anno per la formazione della squadra italiana e la Federazione lo nominò capomissione. Prima della sua scomparsa, Gianni Pera era riuscito a formare la squadra italiana: Mabelle , di Serena Zaffagni, piani Stephens costruzione Sangermani, Levantades , di Beppe Diano, piani Stephens, costruzione Carlini e La Meloria di Mary Pera, piani e costruzione Nicholson. La squadra partecipò all'Admiral's Cup, con altre dieci squadre e il risultato ottenuto andò oltre le previsioni: quarti preceduti dagli Stati Uniti d'America, dall'Australia e dalla Gran Bretagna.

La partecipazione, diede inizio a una continua presenza italiana. Nel 1971 veniva usato per la priva volta il Regolamento IOR e l'Italia partecipò per la seconda volta con Mabelle di Serena Zaffagni, Levantades di Beppe Diano e il nuovo Tarantella di Alberto Raffaelli. Rivincita, della squadra inglese e settimo posto per noi. Nel 1973 i limiti del rating delle barche concorrenti passava da 29 a 45 piedi IOR. La squadra italiana, scelta attraverso selezioni, vedeva Mabelle , un nuovo Carter di Serena Zaffagni, Naif , un Carter di Raul Gardini e Sagittarius , uno Stephens di Giorgio Carriero. Un risultato finale al centro classifica, noni su sedici squadre. Cinque   le barche che nel 1975 parteciparono alle selezioni organizzate dalla Commissione Altomare della Federazione con la collaborazione dello Yacht Club Costa Smeralda. Si affermavano Vihuela , un Carcano di Fabrizio Violati, Mandrake , uno Stephens di Giorgio Carriero e Guia III , un Miller di Giorgio Falck. Un risultato deludente: diciassettesimi ovvero terzultimi.

In Italia, l'interesse per l'Admiral's Cup era sempre maggiore, nonostante il diffondersi e l'affermarsi delle Ton Cup: alle selezioni del 1977 partecipavano tredici imbarcazioni. Si classificavano il nuovo Mandrake , un Holland di Giorgio Carriero, Moby Dick , un Peterson di Lorenzo e Federico Bortolotti e Vanina , un Mull di Vanni Mandelli. Nell'edizione del 1977, i limiti del rating variavano ancora, da 30 a 42 piedi IOR. La squadra italiana riscattava le classifiche delle precedenti edizioni, chiudendo quinta su diciannove.

Il 30 marzo 1973, veniva fondata a Roma l' Associazione Italiana Classi IOR (AICI) . Soci fondatori: Marina Spaccarelli Bulgari, Agostino Straulino, Cino Ricci, Mario Violati, Carlo Di Mottola Balestra, Pietro Odorisio, Paolo De Ferrante, Giuseppe De Vergottini, Enrico Valenzuela, Luigi Coari e Giorgio De Michele. Nello stesso anno l'AICI stipulava una convenzione con la Federazione con la quale l'Associazione, per delega della FIV, avrebbe rilasciato i numeri velici e i certificati di stazza. La convenzione, con scadenza al 30 giugno 1989, veniva rinnovata il 19 luglio 1985.

Nel frattempo l'AICI aveva organizzato nel 1975 il primo campionato nazionale per la VI classe IOR a cui seguirono quelli delle altre classi, i campionati di Capri, la categoria delle barche da crociera di serie, la Coppa Italia e l'Adriatic Cup. Il rapporto tra la Federazione e l'AICI avrebbe dovuto essere improntato a una collaborazione senza dar luogo a problemi, anche se non fu sempre così.

Con l'entrata in vigore del Regolamento IOR nel 1971 il rating delle barche per la One Ton Cup diventava di 27.5 piedi. Nel 1973 la Coppa arrivava in Italia. Per scegliere le tre imbarcazioni italiane saranno necessarie delle selezioni, perché ben dieci ambivano al posto nella nostra rappresentativa. Vi partecipavano Ydra , la barca di Carter seconda classificata alla One Ton Cup del 1972, di Marina Spaccarelli Bulgari, Sumbra III di Max Boris e Ornella di Alessandro Rasini.

Il sogno di vincere una One Ton Cup diventava a Porto Cervo una realtà nel 1973: Ydra , (foto n. 3) prima barca italiana, si affermava in una One Ton Cup con ventitré barche di dodici nazioni. In quella occasione si notava una barca, Ganbare , di un progettista, Douglas Peterson, allora sconosciuto, ma che negli anni a venire sarebbe stato tra i protagonisti dell'altura. Ganbare , classificatosi secondo, veniva acquistato da Giorgio Carriero.

 
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Foto 1: Franco Cavallo e Camillo Gargano, medaglia di bronzo ai Giochi di Acapulco nel 1968. (foto Franco Belloni)
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Foto 2: La squadra italiana ai Giochi di Kingston nel 1976.
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Foto 3: Ydra, vincitrice nel 1973 della One Ton Cup.
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