1850 - 1910 1911 - 1927 1928 - 1937 1948 - 1957 1958 - 1967 1968 - 1977 1978 - 1987 1988 - 1997
1900 - 1927

La vela si organizza
: la nascita dell'Unione Nazionale della Marina da Diporto e dei successivi Enti coordinatori

La ripresa dell'attività dopo la guerra e le modifiche alla Formula di Stazza

Le prime derive del dopoguerra

La Classe Nazionale 6 metri

Giochi Olimpici del 1924, la prima partecipazione italiana.


I risultati delle Olimpiadi

I quadri della FIV
1911-1927
La vela si organizza: la nascita dell'Unione Nazionale della Marina da Diporto e dei successivi Enti coordinatori

Genova, 22 gennaio 1913, nasce l'unione Nazionale della Marina da Diporto "per promuovere e sviluppare la navigazione da diporto e disciplinare le manifestazioni, coordinando l'opera delle diverse società di yachting" (foto n. 1) . Alla riunione parteciparono il Regio Yacht Club italiano, il Regio Verbano Yacht Club, lo Yacht Club Veneziano, il Reale Sailing Club e il Regio Regate Club Lariano. Il 20 febbraio 1913 venne eletto all'unanimità l'Ufficio di Presidenza: marchese Cesare Imperiale di Sant'Angelo Presidente, conte Gerolamo Marcello Vice Presidente, ingegnere Carlo Nigra Segretario e Giuseppe Al granati Tesoriere. L'Unione ebbe vita breve, sciolta nel 1921 dopo aver distribuito alle società federate i fondi (L 6.000) che il Ministero della Marina aveva erogato nel '20.

Nel corso degli anni il Regio Yacht Club Italiano era diventato il punto di riferimento, una specie di federazione, di molte società nautiche non solo liguri, che aderendo, accettavano i suoi regolamenti sia per le regate che per le classi. Negli stessi anni alcuni circoli liguri che organnizzavano regate per piccole barche, ritennero opportuno darsi una propria organizzazione per stabilire un unico calendario, disciplinare le stazze, promuovere campionati e in generale la vela popolare: nasce nel 1921 la Federazione Ligure Yachting Popolare (FLYP), un'iniziativa che negli anni successivi ebbe notevole successo. Quando poi nel 1927 il CONI investì il RYCI quale Federazione Italiana della Vela con Presidente il Duca degli Abruzzi e Vice Presidente Paolo Pallavicino, la FLYP vi aderì con voto unanime e modificò il nome in Unione Ligure Piccolo Yachting (ULPY).

A Trieste l'iniziativa di dar vita ad un ente coordinatore, venne promossa dal Reale Yacht Club Adriaco con la fondazione nel febbraio del 1927 della Federazione Adriatica della Vela (FAV), Presidente Antonio N. Cosulich, Vice Presidente Augusto Hreglich, Segretario Carlo Stenar. La FAV venne sciolta nel corso del 1927.
 
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La ripresa dell'attività dopo la guerra e le modifiche alla Formula di Stazza

La prima guerra mondiale aveva portato una battuta d'arresto dell'attività velica e nella costruzione delle barche da regata. Lentamente l'attività riprese nei centri tradizionali e contemporaneamente iniziò in altre località. Le prime manifestazioni nautiche del dopoguerra vennero organizzate a Napoli con le regate bandite dal RYCI e dai circoli nautici napoletani, mentre nel 1924 nasceva la "Settimana" Invernale di Genova ad opera del RYCI. Accanto alle regate venivano fondati nuovi circoli velici come la Società della Vela alla Spezia (1919), il Club Nautico Ligure (1916), l'Unione Sportiva Quarto (1921), la Società Filonautica Triestina (1923), oggi Società Triestina della Vela, il Circolo Nautico Giovinezza (1926), l'attuale Circolo Nautico Posillipo a Napoli, la Sezione Velica della Società Sportiva Benacese (1928), oggi Fraglia Vela Riva, concretizzazione dell'attività velica sul Lago di Garda già iniziata subito dopo la guerra.


Nel 1919 L'Internationa Yacht Racing Union modificò la Formula di Stazza del 1906 come segue:

R = L + ¼ G + 2d + 3 S - F

2,5

R = rating in metri
L = lunghezza in unità lineari
G = catena in unità lineari
d = differenza fra contorno e catena in unità lineari
S = superficie velica in unità di superficie
F = bordo libero in unità lineari

Delle classi riconosciute dalla precedente Formula restavano i 6, 8, 10, 12, 14, 17 e 20 metri.
Il Regolamento entrava in vigore dal 1920 al 1925.

 
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Le prime derive del dopoguerra.

In Liguria, sui Laghi, a Venezia, a Trieste, a Napoli, già prima della guerra, venivano proposte nuove classi che avevano una diffusione locale.

Ben sei classi, dai 4,00 ai 5,50 metri di lunghezza, erano attive lungo il litorale ligure , e tutte avevano in comune una grande superficie velica rispetto alla loro lunghezza. L'unificazione e la regolamentazione di queste classi venne dalla Federazione Ligure Yachting Popolare (1921) che ne disciplinò la costruzione secondo un unico regolamento. Gli anni successivi videro polemiche da parte di concorrenti e dirigenti di clubs e di fatto il lavoro dell'Unione Ligure Piccolo Yachting, proseguì sino al 1932: le regate delle classi 4,00, 4,50, 5,50 (foto n. 2) iniziavano nel mese di maggio, proseguivano fino a settembre e a fine stagione venivano assegnati i titoli di campioni liguri. L'attività di queste classi cesserà nel 1934 con le Classi Nazionali di 4,00, 4,50 e 5,25 metri. Sempre in Liguria, il Club Nautico Sampierdarenese approvò il Regolamento della Classe CNS 4,50, una nuova classe fondata sull'dea di privilegiare alla velocità, fondamentale nelle classi della FLYP e dell'ULPY, la sicurezza e dare garanzie di navigabilità anche in condizioni dure (foto n. 3). Le barche di questa classe sono all'origine della classe 4,50 della Federazione Italiana della Vela nel 1934 e della deriva "S" dell'Unione Società Veliche Italiane nel 1949.

Sui laghi Maggiore e di Como , il Regio Verbano Yacht Club, il Regio Regate Club Lariano e il Regio Elice Club Italiano, approvarono nel 1923 il Regolamento di una nuova Classe di lunghezza massima di 3,60 metri e superficie velica non oltre i 9,00 metri quadrati (disegno n. 1: Classe 1923 di 3,60 metri, studiata dai circoli velici del Lago Maggiore e di Como.) .

In Adriatico , la Compagnia della Vela di Venezia deliberò la costruzione di una classe di costo modesto e facile impiego, la Classe San Marco 1924, di lunghezza massima di 4,50 metri, larghezza massima 1,50 metri e superficie velica totale di 12,60 metri quadrati.

A Trieste , molti avevano adottato i Catboat, di orgine americana, caratterizzati da una unica vela e da diverse lunghezze tra i 4,50 e i 5,50 metri.
 
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La Classe Nazionale 6 metri.

1925, il Regio Yacht Club Italiano, in accordo con le società aderenti, "...nell'intento di favorire maggiormente lo sviluppo e la diffusione della piccola navigazione da diporto lungo le coste italiane, ..., ha istituito una classe speciale nazionale...". Le caratteristiche sono: lunghezza fuori tutto 6,00 metri, larghezza massima 2,10 metri, superficie velica (randa e fiocco) 25 metri quadrati, equipaggio 3 persone (disegno n. 2 : Per iniziativa del RYCI nel 1925 venivano unificati i 6 metri della Spezia e quelli dell'Adriatico dando vita alla classe Nazionale 6 metri a restrizione). Con queste barche venne organizzato il primo Campionato Italiano nel 1928 e il Campionato d'Europa IYRYU per le derive con 3 persone di equipaggio nel 1935, quest'ultimo vinto dagli italiani Tito Nordico timoniere, Gino Paulin, Egone jachin e Aldo Moscovita.

 
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Giochi Olimpici del 1924, la prima partecipazione italiana.

La prima partecipazione italiana ai Giochi Olimpici di Parigi nel 1924 . Classi olimpiche: 6 e 8 metri SI e un monotipo che iniugurava il "singolo" ai Giochi velici. Il Regio Yacht Club Italiano annunciava la presenza nelle tre classi, in seguito ad accordi con il CONI che aveva assicurato un contributo per la partecipazione. Tutto era pronto per la trasferta francese, quando il CONI decise di non erogare i contributi promessi e solo Mebi , il 6 metri SI progetto Francesco Giovannelli cantiere Baglietto, partecipò alle regate olimpiche a Le Havre. Le condizioni di Le Havre non furono favorevoli alla nostra barca: Mebi con Carlo Nasi, Cencio Massola, Edoardo Moscatelli, Roberto Moscatelli e Guido Giovannelli, si classificava due volte quinta nelle regate eliminatorie e in una si ritirava, restando esclusa dalla finale.

 
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Foto 1
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Foto 2: Santa Margherita Ligure, regate della classe 5,50 dell'ULPY.
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Foto 3: Genova-Quarto, deriva della Classe 4,50 metri istituita dal Club Nautico Sampierdarenese nel 1922.
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