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Enrico Alberto D'Albertis

Chi era veramente Enrico Alberto d'Albertis? "Pioniere della navigazione da diporto italiana," - sintetizza Livia Albertina Fornaroli in una biografia del grande genovese - "compie con i suoi 'cutters' ardimenti unici eccitando il plauso di Giuseppe Garibaldi. Tra l'entusiasmo di due generazioni di marinai attraversa l'Oceano Atlantico superando bravamente una furibonda tempesta con uno 'yacht' di 50 tonn. di registro. Dotto e geniale cultore di scienze nautiche, geografiche e storiche viaggia tutto il mondo e scrive interessanti pubblicazioni."   

La sua vita inizia a Voltri, dove il 23 marzo 1846 nasce dal cavaliere Filippo d'Albertis e da donna Violante Giusti. Terminati gli studi in collegio entra in quello della Marina di Genova, glorioso predecessore dell'Accademia Navale di Livorno.

Sette anni, dal 1862 al 1869, resta nella Marina Militare. La prima crociera d'istruzione è sulla corvetta a vela Euridice, poi l'imbarco sulla fregata Principe Umberto al comando di Guglielmo Acton.

Altri imbarchi sulle corazzate Formidabile e Ancona e sulla corvetta Principessa Clotilde. Pochi mesi dopo aver brillantemente sostenuto l'esame di guardiamarina di prima classe dava nel 1869 le dimissioni. D'Albertis voleva essere libero di navigare e viaggiare a suo piacere per soddisfare il desiderio di avventure.

Il suo primo viaggio con il fratello Domenico ha per meta l'inaugurazione del canale di Suez. Si imbarcano a Genova e il 19 novembre 1869 sono a Port Said. Nel 1870, sembra una contradizione con la decisione dell'anno prima, si imbarca su una nave mercantile, l'Emma D, come secondo. Nel 1871, come comandante porta la prima nave italiana, l'Emilia, in India attraverso il canale di Suez. Ma presto, 1873, si stanca anche di questi imbarchi e ritorna a viaggiare in Europa con il fratello Domenico.

Il mare per il d'Albertis è una grande attrazione. Durante i suoi viaggi ha avuto modo di vedere, soprattutto in Inghilterra, imbarcazioni da diporto e di visitare alcuni circoli nautici.

L'idea di avere una barca da diporto per ritornare a navigare non lo abbandona. E mentre con alcuni amici genovesi si adopera per fondare il Regio Yacht Club Italiano, fa costruire da Luigi Oneto un cutter, il Violante, dal nome della madre. Varato il 23 febbraio 1875, la sua prima crociera di prova è nell'Arci-pelago Toscano.

  "La navigazione da diporto" - scrive il d'Albertis - "la quale già offre sì nobili e varie soddisfazioni ai suoi cultori sia col farli assistere ai più solenni spettacoli della natura sia con far loro provare le intime compiacenze riservate a chi osa affrontare e vincere il più difficile degli elementi può e deve trovare nuovi allori nel campo delle conquiste scientifiche."

Infatti, tutte le sue crociere hanno anche uno scopo scientifico e i suoi compagni sono noti scienziati: il marchese Giacomo Doria, fondatore nel 1867 del Civico museo di Storia Naturale di Genova, Leonardo Fea, i professori Arturo Issel e Raffaele Gestro. Inoltre, a bordo del Violante c'era l'attrezzatura per effettuare campagne talassografiche.  

Le crociere del Violante nel Mediterraneo si susseguono con mete più impegnative: Grecia, Costanti-nopoli, Tunisia e isole dalmate.

Il Violante era troppo piccolo, solo 13,20 metri di lunghezza, per mete più ambiziose. Prima di far costruire la seconda barca il d'Albertis e l'amico naturalista Odoardo Beccari fanno il giro del mondo. Non solo visitano i posti, dove via via le navi fanno scalo, ma si addentrano anche nell'interno. I due amici impiegarono per fare il giro del mondo quasi un anno, dal 24 ottobre 1877 al 14 ottobre 1878.  

Continua a viaggiare visitando diversi paesi finché ritorna alla navigazione da diporto, con una barca più grande, il Corsaro di 25,50 metri, progettato da Luigi Oneto e costruito nel cantiere di Agostino Briasco a Sestri Ponente, dove è varata l'8 marzo 1882.

Il Corsaro aveva di solito otto uomini d'equipaggio e il suo "stato maggiore" si componeva del d'Albertis, del capitano Gian Battista Leone, secondo di bordo, del cugino Alberto Giusti, commissario, e degli amici naturalisti che lo avevano accompagnato sul Violante.  

Partecipa subito alle regate di Nizza e poi in crociera dalla Riviera Ligure all'Egitto per "saggiare" le qualità della nuova barca. Va in Inghilterra (1882), alle Canarie e a Madera (1882), alle Azzorre (1886), in Germania (1895) per l'inaugurazione del canale di Kiel. Tra queste crociere, che il d'Albertis considera di routine, si inserisce la ripetizione del viaggio di Cristoforo Colombo fatta in occasione del quarto centenario della scoperta dell'America.

Questa impresa porta il Corsaro da Genova, da dove parte il 3 giugno 1893, a Cartagena, Cadice, San Salvador (l'isola scoperta da Colombo dove giunge il 20 luglio) a New York. Il d'Albertis si prepara minuziosamente. Studia documenti, carte, portolani, strumenti nautici, la nave Santa Maria e le caravelle Pinta e Niña, raccogliendo materiale prezioso.

Disegna i velieri di Colombo che il costruttore navale Ugo Costaguta trasformerà in modelli in scala 1/25 esposti all'Esposizione di Chicago del 1893 e oggi al Museo Navale di Villa Doria a Pegli,Genova.  

Nel ripetere il viaggio di Colombo, il d'Albertis usa anche gli stessi strumenti nautici (quadrante, astrolabio nautico e balestriglia da lui ricostruiti) del navigatore genovese.

Il ritorno non è dei più facili e il Corsaro avrebbe dovuto navigare con la squadra italiana in visita negli Stati Uniti. Le proibitive condizioni del tempo fanno sì che il Corsaro navighi da solo riuscendo ad arrivare in Europa quasi indenne.

Ultima crociera del Corsaro nel 1895 per l'inaugurazione del canale di Kiel, dove era l'unico italiano presente. Terminate le feste, il d'Albertis e il nipote Filippo d'Albertis, visitano la Germania e la penisola Scandinava raggiungendo Capo Nord.

Il Corsaro, al comando di Alberto Giusti, doveva andare in Inghilterra. Il 24 luglio nel passo di Calais venne abbordato da una nave inglese.

Rimorchiato prima a Boulogne e poi a Portsmouth nei cantieri Camper & Nicholson dove, per l'impossibilità di ripararlo, venne demolito.

Anche senza barca il d'Albertis continua a girare il mondo, dal 9 gennaio al 30 novembre del 1896 effettuava il suo secondo viaggio e dal 29 gennaio al 9 agosto 1910 il terzo.

Ancora viaggi. Verso la fine degli anni Venti si ritira a Genova nel suo castello di Montegalletto, una vecchia fortificazione che aveva fatto ricostruire e ampliare nel 1886-1892. Qui, tra i ricordi dei suoi viaggi, la sera del 3 marzo 1932 cessava di vivere.

In molti dei posti visitati il d'Albertis costruiva delle meridiane: la prima, 9 luglio 1875, nell'isola di Giannutri e l'ultima delle centotré nel 1928 sul suo castello di Montegalletto con il motto "Hora pacis".

Una barca a vela della Marina Militare è stata chiamata, per ricordare Enrico Alberto d'Albertis, Corsaro II.

( da Franco Belloni, 70anni della Federazione Italiana Vela, Federazione Italiana Vela, pag. 59-60 )