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Duca degli Abruzzi

Marinaio, velista, alpinista, esploratore, scienziato, uomo d'azione e di guerra e colonizzatore. In tutte queste multiformi e complesse attività il duca degli Abruzzi si affermò sempre perché "Durante la sua vita Egli non lasciò nulla al caso".

Il 29 gennaio 1873 nasce a Madrid, terzogenito di Amedeo Ferdinando di Savoia-Aosta, allora re di Spagna, e da Maria Vittoria principessa Dal Pozzo della Cisterna. Dopo tredici giorni dalla sua nascita il padre abdicava e la famiglia ritornava in Italia.

A sei anni, 19 agosto 1879, il piccolo Luigi Amedeo di Savoia-Aosta è iscritto come mozzo nella Regia Marina. A dieci anni entra nell'Accademia Navale seguendo regolarmente i corsi e uscendone guardiamarina nel giugno 1889.

Subito dopo si imbarca sulla nave-scuola Vespucci per una campagna di due anni nell'Atlantico e nel Pacifico. Nel 1890 gli è conferito il titolo di duca degli Abruzzi. Nel 1891 ufficiale in seconda sulla corazzata Venezia e poi sulla torpediniera 107-S.

In una breve parentesi scala tutte le maggiori vette delle Alpi: Bianco, Breithorn, Cervino e Gran Paradiso.

Nel giugno del 1893 sulla cannoniera Volturno naviga nel Mediterraneo, nell'Atlantico e nel Mar Rosso e per la prima volta tocca le coste della Somalia.

Al ritorno dal giro del mondo scopre la vela. Nel 1897 acquista il 5 tonnellate Anglia di 14,55 metri e nello stesso anno fa costruire in Inghilterra, su disegno di George Lennox Watson, Bona di 31,10 metri. Successivamente compra in Francia Chechette di una tonnellata lungo 8 metri, progettato da Guédon che gli disegnerà anche Otomie. Sarà una barca di Fife, Fern, quella importata dall'Inghil-terra alla fine del 1896.

Dal mare nuovamente alla montagna per la prima grande impresa, l'ascensione del Sant'Elia (5.489 m) nell'Alaska compiuta il 31 luglio 1897. Mentre era imbarcato sulla corazzata San Martino faceva progettare e costruire da Linton Hope Rocket per le regate sul lago Maggiore, a cui seguiva nel 1899 Nella di 13,45 metri di lunghezza realizzata da Ugo Costaguta. Si affermava nelle regate della Costa Azzurra, di Genova e del Verbano alle quali partecipava.

Nel frattempo si preparava per la sua impresa più importante: la spedizione polare. Il 12 giugno 1899 la Stella Polare lasciava Christiania (Oslo) spingendosi il più possibile a nord fino a restare imprigionata tra i ghiacci. Durante gli allenamenti con i cani per prepararsi a proseguire sul pack verso il nord, cadde in una buca del ghiacciaio e dovettero amputargli due dita congelate.

A causa dell'incidente sarà il capitano di corvetta Umberto Cagni a continuare l'impresa con le guide valdostane Petigax e Fenoillet e col marinaio Canepa, raggiungendo, 25 aprile 1900, 86° 33' 49" di latitudine nord, battendo il precedente record di Nansen.

Al termine dell'impresa ritorna alle regate. Si prepara per conquistare nel 1902 con Artica la Coppa di Francia; affermazione che consacrerà la sua fama di velista esperto e audace. La cronaca della sfida è nota: due regate e due vittorie ottenute in condizioni proibitive, come le corrispondenze da Mar-siglia di Skipper raccontano in questo libro. Dopo Artica, sempre di Costaguta, Leda per partecipare alle selezioni per la scelta del difensore della Coppa di Francia.

Nel 1902 passa al comando dell'ariete-torpediniere Liguria e parte per una crociera di 54.000 miglia intorno al mondo, durata 19 mesi, dove per sei volte taglia l'equatore.

L'ultima sua barca da diporto, 1910, fu Ziska della Serie Nazionale 5,50 del Regio Yacht Club Italiano, che partecipa alle regate del Golfo Tigullio con al timone il marchese Negrotto Cambiaso, suo aiutante di bandiera.

Nel 1906 effettua la spedizione al Ruwenzori, scala le cime principali e disegna le mappe dell'intero massiccio. Un'altra spedizione nel 1909 nel Karakoram, percorrendo lo sperone Abruzzi del K2 raggiungendo la quota 7.498 metri sul Chogolisa.

Promosso contrammiraglio comanda dall'incrociatore Vettor Pisani le siluranti operanti nel 1911 nella guerra contro la Turchia e il 29 e 30 settembre dirige l'azione di Prevesa dove quattro navi ottomane sono affondate. Nel 1913 è chiamato al comando delle forze navali riunite e sotto la sua direzione si svolsero le azioni del basso Adriatico durante la prima guerra mondiale.

Cessata la guerra, nel 1919 si reca in Somalia per studiare la possibilità di sviluppo della nostra colonia e nel 1920 costituisce la Società Agricola Italo Somala ottenendo in pochi anni, malgrado le difficoltà, dei lusinghieri risultati.

Nonostante il suo impegno in Somalia trova il tempo per organizzare alla fine del 1928 una spedizione per scoprire la sorgente dell'Uebi-Scebeli. Fu questa la sua ultima grande avventura. Il 18 marzo 1933 muore in Somalia, nel villaggio da lui fondato.

Il duca degli Abruzzi era stato presidente del Regio Yacht Club Italiano dal 1906 al 1933 e della Reale Federazione Italiana della Vela dalla fondazione al 1933.